I MILITARI COME CAVIE PER IL VIRUS?

Nella giornata odierna siamo venuti a conoscenza di un'interrogazione Parlamentare a firma dell'onorevole CUNIAL Sara datata 09.04.2020. In tale atto si ipotizza l'utilizzo del personale militare come coorte di sperimentazione per un eventuale vaccino contro il Sars-Cov-2. Tale ipotesi ci lascia fortemente turbati . Il personale militare è attualmente impegnato a tuttotondo nella lotta al Covid-19 sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista della sicurezza dei cittadini. Solo per il semplice fatto che avere scelto di vestire una divisa ed avere giurato fedeltà alla patria non autorizza nessuno ad impiegare come "cavie" nella sperimentazione di un vaccino gli uomini e le donne in divisa. Ci auguriamo che tali ipotesi siano semplicemente ipotetici.

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Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-05185 presentato da CUNIAL Saratesto di Giovedì 9 aprile 2020, seduta n. 325

CUNIAL. - Al Ministro della salute, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:

il 31 marzo 2020 sul «The Journal of Infectious Diseases» è stato pubblicato un articolo scientifico dal titolo «Human challenge studies to accelerate coronavirus vaccine licensure»;

dall'abstract si evince che, tramite gli human challenge trials dei vaccini candidati contro il Sars-Cov-2, al fine di accelerare il processo di controllo e di eventuale distribuzione dei vaccini efficaci, i soggetti volontari rischiano di subire una grave malattia e possibilmente anche il decesso, a seguito dei test;

le caratteristiche del soggetto adatto per la sperimentazione dei vaccini sono descritte nell'articolo sopracitato;

è fortemente dubbia la legittimità costituzionale di una sperimentazione clinica su soggetti in condizioni fisiche ottimali come quelli descritti dall'articolo, dovendo prevalere, nel bilanciamento tra gli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, da un lato, e gli articoli 33 e 41 della Costituzione, dall'altro lato, la tutela della persona nella sua libertà di scelta e nel diritto alla salute come principio fondamentale dell'ordinamento rispetto a quella del principio di libertà di ricerca scientifica e della libertà d'impresa;

la sperimentazione deve ragionevolmente essere rivolta all'arruolamento di soggetti già affetti dalla patologia che scelgano consapevolmente la cura sperimentale;

l'ordinamento non legittima una sproporzione tra vantaggi e rischi a carico del soggetto che si sottopone alla sperimentazione clinica;

l'ordinamento, ad avviso dell'interrogante, nega la sufficienza della sottoscrizione del consenso informato per legittimare la sperimentazione;

peraltro, il comitato etico, sotto la propria responsabilità anche penale, deve dichiarare di avere rispettato il principio di precauzione con correlata prova della prevalenza del beneficio rispetto ai rischi tenuto conto che è espressamente previsto il rischio di morte a seguito della sperimentazione;

alla luce di quanto sopra, i militari italiani, secondo l'interrogante, rappresentano il profilo più idoneo, in quanto sotto popolazione più sana tra la popolazione media giovane presente nel Paese, poiché subiscono un rigido processo di selezione, e sono quella più pronta ad accettare il rischio di morire, considerata l'accettazione dei rischi al momento dell'arruolamento, anche da un punto di vista sanitario e della profilassi vaccinale;

è forte la preoccupazione dell'interrogante circa il fatto che il Governo possa ipotizzare di utilizzare le coorti di militari per testare il vaccino contro il Sars-Cov-2;

il regolamento (UE) n. 536 del 2014, all'articolo 34, prevede ulteriori tutele per soggetti che si trovano in posizione di debolezza rispetto al possibile rilascio di un consenso alla sperimentazione, ivi comprendendo anche il caso dei militari;

spesso, oltre la difesa della Patria, vi sono necessità economiche alla base della scelta dell'arruolamento;

la fiducia del militare, come sostanzialmente rilevato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito della scorsa legislatura, viene tradita al momento del risarcimento del danno da vaccino -:

se il Governo stia ipotizzando di promuovere una sperimentazione di vaccini, utilizzando coorti di militari volontari, al fine di accelerare il processo di autorizzazione e immissione in commercio di vaccini contro il Sars-Cov-2, evenienza, questa, che secondo l'interrogante andrebbe esclusa, con una presa di posizione netta e ufficiale, rifiutando altresì l'acquisto o comunque l'approvvigionamento gratuito di vaccini testati con tali modalità su qualsiasi essere umano, essendo esse fortemente lesive della dignità umana e contrarie ai principi costituzionali dell'ordinamento italiano.
(4-05185)